Sistema bancario e la nostra libertà

La verità nascosta

Riprendo le parole del parlamentare britannico Godfrey Bloom: “ Il nostro problema è un sistema bancario sbagliato. Un sistema bancario con riserva frazionaria, nel quale i banchieri possono prestare soldi che non possiedono. E’ nelle banche centrali che inizia il cancro”. Non possiamo neanche immaginare per quanti anni figure politiche celebri hanno tentato di smascherare questo meccanismo e questa vera e propria organizzazione criminale. Voglio fare alcuni esempi per rendere l’idea. Siamo nel ‘92 quando, dopo la morte di Giovanni Falcone che aveva iniziato a capire qualcosa del sistema bancario, morì anche il magistrato Paolo Borsellino che in un filmato reperibile affermò che insieme a Giovanni stava approfondendo questa arcana situazione. Il banchiere privato ha un’impresa e persegue lo scopo del profitto. Al banchiere, pertanto, non interessava e non spetta interessarsi del bene comune ,della patria e del popolo, “perché il capitale non conosce patria”. A questo punto ho iniziato a pensare che la storia altro non è che il ricordo e lo studio di ciò che conveniva ai potenti, per manipolare e mostrare una realtà ingannevole che copriva un potere occulto. Anche Moro venne ucciso e questa fine toccò a tutti quei presidenti di Stato che hanno provato a combattere contro l’usurocrazia e Kennedy fu l’ultimo. Napoleone a suo tempo, definì i finanzieri-banchieri “senza patriottismo nè decoro”, Boccaccio nel Decameron scriveva che gli usurai non erano nemmeno degni di funerali e sepoltura. Per quanto un popolo possa essere debole e ignorante ,la domanda che più mi perseguita è: ”Perchè non nasce ancora una rivoluzione? Perchè un popolo accetta tutto questo senza ribellarsi? La risposta che mi sono data è una sola: evidentemente attraverso i tanto influenti mass media sono riusciti a automatizzare il cervello censurando quelle informazioni che avrebbero potuto risvegliare le nostre coscienze dando magari la colpa ad altri fattori che condizionano ma solo in parte. Effettivamente c’era chi parlava di lenti colorate come Kant, chi di maschere come Luigi Pirandello, chi della Caverna come Platone ,o chi ancora, come Schopenhauer ,del velo di Maya, che impedivano agli individui di conoscere la realtà nella vera essenza e di giungere alla liberazione spirituale. Oggi credo più che mai che la crisi profonda non sia economica,ma umana. L’avere illimitato ,proprio del capitalismo ,la mercificazione umana e la spersonalizzazione dell'individuo hanno condotto l’uomo verso una crisi del proprio io. E’ solo attraverso la consapevolezza di quest’ultimo che arriveremo a comprendere la nostra condizione ,il nostro valore e le nostre responsabilità. Come si fa quindi a non essere d’accordo con Weber che definiva la condizione umana come “gabbia d’acciaio” oppure con Marx quando parlò di un “moderno regno della schiavitù” governato dal profitto e dal mercato e nel quale “chi detiene il potere economico detiene anche quello politico e sociale”?

"L'uomo e il denaro" --Fabiuccio Maggiore
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