Chi Sono

@sarabonini_cakes

Mi chiamo Sara, ho 26 anni e vivo in provincia di Modena da ormai quattro anni con Carlo, la nostra Camilla e tutta la nostra mini fattoria al seguito.

Come fa intuire il mio nickname sono da sempre una grande amante dei dolci, devo ancora capire se amo più farli o mangiarli!

Vi aspetto nella mia quotidianità da mamma, fatta di giochi, ricette, svezzamento e perché no qualche piccolo consiglio per sopravvivere a questo turbine chiamato maternità!

Maternità

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Se mi avessero detto quanto un neonato ti sconvolge la vita non .... okay non è vero, qualcuno me lo aveva detto ma io non ho mai voluto ascoltare 🤣

Ammettilo! Anche tu lo hai fatto!
Quando le altre mamme ti raccontavano di come cambia la vita, delle notti insonni e della doccia che diventa meglio di un diamante, hai pensato dentro di te “ma che esagerata!”

Ti potranno dire tutto, ma come per magia si concretizzerà solo quando tu sarai la mamma in prima persona.
È cosi.

C’è una cosa che però nessuno dice mai, che io ci tengo a dirti!
Che ogni giorno avrai un grande motivo per sorridere, per piangere di gioia e per essere grata alla vita 🌷 Sempre.

Chi trova un amico ...

Il detto più vecchio del mondo dice “chi trova un amico trova un tesoro”... e sapete, quest anno ho capito davvero cosa significhi questa frase.

Quando mi sono trasferita qui, quattro anni fa, ho perso tutte le amicizie.
Attenzione, non vuol dire che io non abbia più contatti con nessuno e che sia “colpa” di uno o dell’altro.
Semplicemente è la vita: si cambia, si cresce, si trasloca, si fanno figli, si entra nel mondo del lavoro o dello studio e, inevitabilmente, le priorità e i tempi cambiano.

Qui ho davvero pochissime amiche che io possa considerare tali, si contano su meno di mezza mano 😅
Ma ahimè, essere amiche non sempre significa capirsi e/o condividere le stesse esperienze.

La maternità ti mette (o almeno a me è successo così) di fronte ad un cambio radicale.
Cambia tutto.
Cambiano le giornate, le nottate, gli impegni.
Ti si stravolge la vita ❤️
Come è normale e giusto che sia.
E passare da spritz e patatine a latte e pannolini è un attimo 🤣

Battute e luoghi comuni a parte, la maternità ti mette di fronte a qualcosa di grande, che risuona nelle stanze della tua casa: la solitudine.

Già, perché per quante amiche e parenti tu possa avere sarai sola per tanto tempo, i primi mesi soprattutto, con un frugoletto che se è ad alto contatto come la Camilla si sposta passando da braccia a tette e poco più in la, tutto il giorno, cosi la notte.

Ci sono i papà, che, chi più chi meno cercano a loro modo di aiutare e fare quello che attualmente non puoi fare tu.
Ma non basta.

Una mamma ha bisogno di sostegno.
Ha bisogno di sentirsi capita.
Ha bisogno di sapere che c’è qualcun’altra che fa la pipì con un neonato in braccio, pur di non farlo piangere.
Una mamma ha bisogno.

Io sono stata estremamente fortunata, perché grazie ad Instagram e per puro caso, mi sono messa in contatto con tantissime mamme.
Mamme che come me erano spesso sole.
Piene di dubbi.
Stanche.
Mamme innamorate perse dei loro bambini, sia chiaro, ma che avevano bisogno di dire senza vergogna “ma chi me l’ha fatto fare?”

Vi racconto per ultimo ma non meno importante di Raffaella.
Conosciuta su Instagram nell’estate 2019.
Mi seguiva già da tempo per le mie ricette 🤣 e un bel giorno mi scrive dicendomi “ho visto che anche tu sei incinta...”

Entrambe incinte, esattamente dallo stesso numero di giorni, entrambe di bambine podaliche, entrambe in provincia di Modena.
Incredibile vero?
.
Abbiamo iniziato a sentirci cosi, per gioco mista casualità fino a quando non abbiamo partorito a distanza di pochi km, entrambe con cesareo, a due soli giorni di distanza.

Da quel 31 luglio, oltre ad essere nataa mia polpettina Camilla, è nata una splendida amicizia.
Da allora ci sentiamo ogni santo giorno, (e ogni santa notte😜)...abbiamo condiviso tutto: il dolore del taglio, la fatica, la ripresa.
Due bambine ad alto contatto, l’allattamento esclusivo, le nottate passate in giro per la casa.
Poi lo svezzamento, i primi gattonamenti, la parola mamma.
Ogni controllo dal pediatra era ed è seguito da un vocale di almeno 5 min con resoconto.
Compagni/famiglia/cani...solitudine/paura/stanchezza...felicità/amore/gioia immensa... abbiamo condiviso tutto.

Ad oggi, dieci mesi dopo, ancora non ci siamo viste!
Incredibile vero? 😅

Quindi grazie, di cuore, a tutte voi che mi tenete compagnia da nove mesi e oltre, di giorno, di notte, chi su whatsapp chi su Direct, chi al bar per una colazione insieme.

Grazie Raffaella, Annalisa, Valentina 💝
Grazie Francesca, MariaCristina, Vanessa, Maira, Ilaria, Veronica, Noemi, Deborah, Marta, Isabella, Serena, Maria, Arianna, Irene... sicuramente ne ho dimenticata qualcuna!

Grazie di cuore, perché ogni giorno mi avete fatta sentire meno sola e meno sbagliata!
Con affetto,
Sara ❤️

Buona festa della Mamma

A 26 anni sono diventata mamma.
E ho capito tante cose.
Tante!

Che la doccia da sole è una mini Spa...
Che i vestiti puliti sono un miraggio...
Che il silenzio è raro e prezioso...
Ne ho capite queste e tante altre... ma la più importante di tutte è che ho capito che essere Mamma è proprio difficile.

Quante volte ti ho giudicata mamma senza sapere quanto lavoro facessi.
Sì, perche una mamma lavora non stop 24h al giorno...ma questo, come penso tante di noi, l’ho visto solo quando sono stata io a farlo in prima persona. Già!

Ti ho capita Mamma, da quando sono mamma! ❤️

Ho capito che quella doccia lunga che facevi non è perché eri lenta ma perché avevi bisogno di staccare la mente...

Ho capito che la spesa la volevi fare sola non perché non ci volessi, ma perché quella mezz’ora ti “rilassavi”...

Ho capito quante rinunce hai fatto per noi Mamma... niente sport per te, o estetista o altri svaghi.
Perché tu lavoravi, poi ci accompagnavi a casa della amiche, poi cucinavi, lavavi, stiravi...

Ho capito perché non dormivi con noi la sera ma finivi di fare le tue cose in sala...perché avevi bisogno di stare sola e goderti il silenzio di casa

Ho capito perché a volte piangevi Mamma...l’ho capito quando anche io l’ho fatto, e mi sono sentita sola, non aiutata abbastanza, inadatta o sbagliata.

Ho capito anche perché ti arrabbiavi Mamma (a volte avevi ragione 😅) ma altre volte eri semplicemente stanca...

Quindi Grazie Mamma, perché tutto quello che hai fatto per me e per noi, se anche non ti è mai sembrato abbastanza, era tanto Mamma ❤️

Buona Festa della Mamma a tutte voi che siete, sarete o desiderate essere Mamma!

Un augurio dal cuore!
Siamo speciali (e Sante!)
Sara

In foto la mia mamma con la Camilla di due mesi ❤️

Alto contatto

Io non avevo la più pallida idea di cosa o chi fosse un bambino ad alto contatto.
Non se ne parla mai.
Eppure esistono, eccome se esistono.

Quando rimani incinta si sa, dalla persona che non ha figli a chi ne ha sei, dal gommista al fruttivendolo, tutti, si sentono in dovere di dirti cosa dovrai o non dovrai fare.
E voi direte “e chi se ne frega!”
Si, ma fino a mezzogiorno.
Perché io del giudizio altrui li per li me ne frego, poi però , da buona riflessiva che sono, arrivo a casa e ci ripenso.
Ed è cosi che ci si crea una propria idea, pensando.

Io ero convinta di non essermi creata aspettative, lo ripetevo a me stessa di non farlo, ma si sa che poi ognuno in cuor proprio un’idea di figlio ce l’ha e si è già immaginato tutto, chissà quante volte.

“Non farla dormire con te.
Non prenderla in braccio subito.
Falla piangere un po’ “

Queste sono le tre frasi che mi sono sentita ripetere più spesso, e vi dirò, io un po’ ci credevo.
Ci credevo che sarei stata “capace” di farla dormire nella culla da sola e cosi via.

E invece no.
Lei è nata, e dalla prima notte in ospedale non ha mai dormito piu di 10 cm lontano da me.
Lei, la mia Camilla, cosi piccola e indifesa.
Lei, che già ad un solo giorno di vita si tranquillizzava solo se me la appoggiavo sul petto, tra le mie braccia.

Ed ecco che, tra ospedale e casa, sono rincominciati i dubbi.
Io, cosi forte e determinata, come posso farmi tante domande?
Non lo so nemmeno io.
Mai mi ero messa in discussione cosi tanto e mai avrei creduto di essere cosi fragile.

Ecco che cosi di notte dormiva in mezzo a noi, e di giorno nella culla o lettino.
Lo ha fatto per un mese, poi piu.
Si sa, il primo mese i neonati non sanno nemmeno dove sono e dormono in continuazione perciò bene o male dove li metti dormono.
Ecco che la mia corazza da leonessa ha iniziato a fortificarsi, io ci riesco a farla dormire, io ci riesco a fare tutte le faccende di casa mentre dorme, io ci riesco.

Mi viene da sorridere se ci ripenso, mi faccio tenerezza da sola.
Avevo bisogno di dimostrare che ero capace, avevo bisogno di sentirmi dire “brava!”.
Ma la vera domanda è, capace di cosa!?

Una mamma non è “capace” se il bimbo dorme da solo, e il bambino non è “poco bravo” se non lo fa.
Questo è sbagliato.
L’idea di fondo.
Quella stupida immensa idea che pervade la nostra società.
È li che sta l’errore.

Mi ci è voluto tanto tempo per metabolizzare ciò e per capire che non esiste un manuale, applicabile ad “n” bambini.
Esistono tante innumerevoli situazioni, soggettive, tante mamme e tanti bambini, ognuno con i propri bisogni.

E quindi tu, si proprio tu, mamma che stai leggendo, che ti senti sbagliata perché tuo figlio dorme appiccicato a te, perché tuo figlio si addormenta al seno e cosi via...
Sappi che se tu sei tranquilla, il tuo bambino lo sarà di conseguenza!

Incredibile ma vero, complice anche il tempo che passava, quando ho iniziato a vivere con serenità tutto ciò che facevo, la Camilla non ha più pianto un giorno... incredibile vero?

**a tutte le amiche, sorelle, zie, suocere che stanno leggendo e che sono accanto ad una neomamma, quello che facevate voi con i vostri bambini non è il momento di raccontarlo! Grazie 😊 **

È nata Camilla! Parte I

Ore 5.45 suona la sveglia, e che sveglia!
Sai che oggi la incontrerai, che la tua vita cambierà per sempre, che uscirai di casa per tre giorni e al ritorno sarai mamma.
Che poi, mamma lo si è gia da nove mesi, ma ce lo si sente per davvero quando li si stringe a se.

Ricontrollo per la 700esima volta la valigia. Sospiro, di nuovo, e andiamo.
Ore 7 siamo a Modena, un cielo azzurrissimo a darci il buongiorno 🌞 le ultime visite e scartoffie da firmare e l’ultima ecografia, finalmente.

Mi confermano che sei sempre li, bella dritta a testa in su, col tuo sederino da cozza incastrata nel mio bacino.
Della serie, da qua non mi muovo!
Ecco perché non ho avuto scelta su come partorire.

Arriva un’ostetrica e mi accompagna in stanza, l’ultima stanza di quel lunghissimo corridoio, mi indica il mio armadio e il mio letto e mi dice “bene, tra un po ti porto la camicia per l’intervento, ma penso che ti verrò a chiamare non prima delle 12”

Io sgrano gli occhi.
Ma come le 12?
Sono le 7.30 e ho gia un livello di ansia indescrivibile, ma chi ci arriva alle 12?
Ed ecco che da buona ansiosa incomincio a riempirmi di paranoie.
“Eh ma se nasce ad ora di pranzo, io poi come faccio stasera? Tu alle 21 devi andartene e io alle 21 non sarò in grado di muovermi dopo il taglio” e cosi via altre mille domande inutili.

Intanto mando Carlo a fare colazione , io mangerei ma allo stesso tempo vomiterei, peccato che io non possa ne bere ne mangiare da ieri sera e fuori ci siano solo 32 gradi.
Carlo al ritorno mi porta qualche rivista di cucina nella speranza che io mi distragga ma nulla, continuo a sospirare come se non ci fosse domani.
Mi guardavo attorno con la coda dell’occhio, e vedevo due mamme nella mia stanza con i loro piccolini.. quanto erano piccoli, e soprattutto chissà lei come sarebbe stata...

Decido di riposare, o almeno di provarci. Mi sdraio a letto e socchiudo gli occhi.
Ore 10 ecco che entra l’ostetrica di corsa con la camicia in mano, mi sorride e mi dice vestiti, andiamo a conoscere la tua bimba, tocca a te!

Io vi giuro che se avessi avuto una videocamera avrei voluto immortalare quel momento: io e Carlo ci siamo istintivamente guardati di colpo, bianchi come due stracci, con le lacrime agli occhi.
Mi preparo, risalgo sul letto, mi coprono e due infermieri vengono a prendermi.
Carlo mi accompagna fino all porta del reparto nascite, oltre purtroppo non può andare, trattandosi di un intervento.
Ci salutiamo, ci diamo un bacio e vado.

Me lo ricordo bene quel portone rosso.
Li ho salutato Carlo con gli occhi gonfi di lacrime. Avevo un nodo in gola enorme, inspiegabile.
Una paura matta.
Paura di tutto.
Dell’intervento, della nascita.. di vederla, di saperla sana.
Paura perché da li tutto sarebbe cambiato, di nuovo...

Mi portano nella sala pre operatoria.
Un viavai continuo di medici, ostetriche, infermiere...io vedo e non vedo perché ahimè, essendo il cesareo un intervento non potevo tenere ne occhiali ne lenti a contatto.

Arriva l’anestesista, un ragazzo giovane molto gentile che mi racconta delle sue amate Marche, del mare..cerca di farmi parlare ma io oltre ad annuire non collaboro molto.

Le signore delle pulizie escono dalla sala operatoria ed esclamano “la sala è pronta dottore, potete entrare”.
Di nuovo per la seconda volta mi si è gelato il sangue.
Cuore a mille.
Occhi gonfi di lacrime, di nuovo...
Spostano il mio letto due metri piu in la, davanti a quelle due porte scorrevoli di vetro opaco.

Ed ecco che improvvisamente una suoneria interrompe il silenzio di quella stanza.
L’anestesista e il personale si riuniscono di corsa, prendono il mio letto, e lo riportano al punto di prima.

Parlano veloci, si vestono in fretta, io non capisco.
Emergenza.
Travaglio attivo.
Bimbo podalico.

...to be continued!

È nata Camilla! Parte II

(continua da sopra)

...

Ebbene sì, in quel preciso istante ci fu un’emergenza alla quale, ovviamente, hanno dovuto dare la precedenza.
Una ragazza con bimbo podalico era entrata in travaglio.

L’anestesista viene li a consolarmi.
“Riposati”, mi disse, ci vorrà almeno un oretta.
Mentiva.
Sapeva benissimo che ci sarebbe voluto molto di piu.

Ed ecco che io inizio a preoccuparmi per Carlo che oltre ad essere solo, non sapeva nulla di tutto ciò che stava accadendo..
In tutto quel viavai riesco a fermare un’ostetrica, le chiedo cortesemente di andare dal mio compagno in sala d’attesa..”ha una maglietta rossa”, le urlo mentre lei corre ad avvisarlo.

Il tempo sembra essersi fermato ed ecco che finalmente, questa volta per davvero, tocca a me.
È passato troppo tempo, quindi c’è il cambio di personale.
Ed eccomi nuovamente ad attendere.
Una scena che si ripete per la seconda volta e medici che, di nuovo, cercano di farmi parlare... come sempre senza successo.

Arriva colei che farà nascere Camilla, così si è presentata a me, una ragazza con due occhi che sorridevano, infondo tra mascherina e copricapo vedevo solo quelli.

Anestesia.
Gambe bollenti che in un secondo non senti più.
Tu sei li su quel lettino scricchiolante che vieni spostata a peso morto.
Io avevo il terrore del taglio, di sentire tutto...

Dolore.
Eccome se c’è dolore, un gran fastidio, ti senti come se qualcuno stesse giocando all’allegro chirurgo dentro la tua pancia.

Paura.
Un telo verde che copre tutto.
La mani legate e una dottoressa che mi stringe la mano sinistra e mi asciuga le lacrime, in continuazione.

Un mix inspiegabile di emozioni.

Fino a quando non mi dicono “fai un bel respiro, ora tiriamo fuori Camilla”.
La guardano, si complimentano perché è bellissima dicono, la avvolgono velocemente e la portano a fare i controlli e da Carlo, mentre finiscono di ricucirmi.

Ed ecco che da lontano sento la voce singhiozzante di Carlo che urla “Sara è bellissima...è bellissima” ❤️

Fiumi di lacrime, che ovviamente essendo sdraiata e legata mi riempivano le orecchie.
Sentire la sua voce in quel momento mi ha rasserenata e non poco.
Lei, la mia bambina era nelle braccia felici e sicure del suo papà.

L’intervento era quasi concluso, ed ecco che una ragazza me la porta a far vedere, avvolta in quella minuscola tutina argentata, me la mette vicino al volto e lei, come per magia, smette di piangere.

Lei, con quella pelle liscia e rosa maialino.
Quei grandi occhioni neri a mandorla.
Lei.
Alle 13:07 del 31/07 è nata LEI, la nostra Camilla ❤️

Mamma e Bebè

Un insieme di piccoli consigli, da mamma a mamma, su acquisti e organizzazione della nuova vita a tre ❤️

Valigia Ospedale

Quando scelsi di partorire al policlinico di Modena mi diedero una lista delle cose da portarmi in valigia.

Ero felicissima!..per una maniaca del controllo come me, avere una lista da spuntare, era un sogno 🤣
Peccato che quella lista probabilmente non venisse aggiornata dal lontano 1932 e quindi mezza sbagliata!

Me lo ricordo bene cosa recitava quella lista ...completi manica e gamba lunga...”perché devono stare caldi”, mi disse l’ostetrica ..bah!

Peccato che Camilla sia nata il 31 Luglio, a Modena, in piena città, non sulle Alpi Svizzere, dove la temperatura media estiva si aggira sui 35 gradi.
Peccato anche che tra i corridoi di ostetricia la temperatura media sia sui 140, e che tu, in preda alla montata lattea e agli ormoni in subbuglio abbia una temperatura corporea di 40 gradi che, sommati ai 140 dei corridoi, equivalgono a “tutina corta!”

Io mi ero portata non so quanti cambi, la maggior parte lunghi, di taglie miste dalla 0 alla 6 mesi, sai, non si sa mai che nasca grande 🙌🏻 ..e solo un paio di tutine corte, taglia 0 mesi.. ecco perché la tua prima tutina non era nulla di che, non ero preparata 🤣

Ecco quindi di seguito la lista delle cose che per me è stata davvero utile.
Spero possa servire anche a te, e sappi,
che comunque, perfetta non sarà mai!

Considera che sto parlando di piena estate perciò in caso di parto invernale ci sono alcune modifiche da apportare.

1. Tutine (body) manica/gamba corta (io mi sono trovata molto bene con quelle che si allacciano sul petto senza dovergli infilare la testa.
Sì, i primi giorni si è parecchio impediti)

2. Cappellino nascita (per i primi momenti di pelle a pelle dove perdono molto calore dalla testa)

3. Mussolina in cotone (perfetta per coprirsi, qualora lo vogliate, durante l’allattamento, ma anche per coprire il bimbo)

4. Beauty bimbo/a (sapone neutro per lavaggi intimi frequenti, dischetti grandi di cotone che usavo imbevuti di acqua calda per rimuovere il meconio/ salviette umidificate)

5. Camicia da notte con spalline e scollo a V. Comodissima per allattare, fresca e leggera. Spesso vendute insieme alle vestaglie abbinate a manica lunga, anche queste comodissime soprattutto per coprirsi la notte ma senza avere caldo. Io mi sono trovata benissimo con i completi di Kiabi

6. Beauty mamma (spazzolino viaggio/dentifricio/ lenti a contatto/ fazzoletti, taaaanti fazzoletti / struccante e dischetti / pettine o spazzola / elastici per capelli /kit viaggio per lavarsi)

7. Cambio per il ritorno a casa (perché spesso quando si corre in ospedale si mette la prima cosa che capita, e non sempre la si vuole rimettere per uscire!)

8. Intimo mamma (reggiseni allattamento o normali/ mutande comode!...per chi come me farà il cesareo io mi sono trovata molto bene con le mutande con elastico, poiché essendo più strettine, mi premevano leggermente sul cerottone dandomi sollievo e maggior sensazione di protezione) / calze

9. Ciabatte (o infradito), meglio se in gomma o plastica cosi una volta arrivati a casa possono essere sterilizzate e lavate al meglio

Nell’ospedale in cui ho partorito io mi sono state fornite le seguenti cose:
- pannolini Pampers Progressi
- Amuchina per lavaggi intimi e disinfezione taglio
- Kit cordone ombelicale (garze e retina)

Ma considerato che ognuno ha le sue regole, per non portarti dietro cose inutili, dai un colpo di telefono al reparto di Ostetricia del tuo ospedale!
Spero questa lista ti sia stata utile e sappi, che in ogni caso, il miglior vestito che indosserà il tuo bambino sarà la pelle della sua mamma ❤️

Attività

Questa “quarantena” sta mettendo a dura prova la fantasia (e non solo 😅) di tante mamme, che, ogni giorno, si devono inventare giochi e attività per i propri bimbi.

Poi ci siamo noi, mamme di neonati, che siamo nella fase “vorrei ma non posso” perché ancora troppo piccini.

Ecco quindi una serie di giochi e attività alla portata di tutti, per farci passare un pomeriggio diverso dal solito e soprattutto per farli addentrare nel magico mondo della scoperta!

Tempere commestibili

Da sempre grande amante di colori, tempere e pennarelli mi chiedevo...chissà quando potrò comprarle una scatola di tempere senza che me me mangi...
La risposta è ora!

E chi lo dice che le tempere non si possono mangiare?!
Le nostre sono speciali e si può eccome!

Ricetta super semplice!
Basta mescolare dello yogurt bianco (ne basta un cucchiaio) con qualche goccia di colorante alimentare!
Se non li avete in casa datelo bianco oppure usate ció che di colorato offre la cucina (spinaci/barbabietola etc).

Un’attività semplice ma super divertente e non solo, che gli permetterà di dipingere, lasciare un segno e di fare merenda in un colpo solo!

Travasi Montessoriani

Quando ero all’ultimo anno di scuole superiori feci un breve tirocinio in un asilo con bimbi dai 2 ai 6 anni.
Tra le tantissime attività proposte dalle educatrici, una delle più gettonate erano i famosissimi “travasi”.

I travasi sono alla base del metodo Montessori e sono uno dei mezzi più efficaci per permettere al bambino di concentrarsi, conoscere se stesso e le proprie capacità, e allenare le mani.

Già da neonati si accorgono di avere le mani ma, affinché diventino abili nel rispondere ai comandi, hanno bisogno di esercizio.

Un bambino che sposta materiale da un contenitore all’altro sta eseguendo un travaso, e questo rappresenta un buon allenamento alla concentrazione e non solo!

Ci dono tantissimi modi e livelli di difficoltà nei quali poterli eseguire.
Ovviamente, nel caso di Camilla che ha poco meno di nove mesi, non mi aspettavo di certo nessun tipo di travaso inteso come tale, ma volevo comunque farla sperimentare con materiale mobile e contenitori.

Essendo lei molto abile nell’infilarsi TUTTO in bocca, ho dovuto scegliere qualcosa di commestibile ma soprattutto di non pericoloso.
(Esempio cereali soffiati, legumi cotti)

Per i bambini più grandi sono molto carini i legumi secchi, la pasta, sassolini, pietre colorate etc.

Un ottimo modo per farli “travasare” sono contenitori di varie dimensioni e utensili da cucina (cucchiaio/mestolo/scolapasta).
Ovviamente verranno utilizzati in modo diverso in base all’età.

Concentrazione assicurata e zero spesa, provare per credere!

OH HEY, FOR BEST VIEWING, YOU'LL NEED TO TURN YOUR PHONE